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benvenuti nella tana di...
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Parole appuntite
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Gli occhi schizzati sul fondale di vestigia classiche da grande produzione teatrale e la nemesi degli attori che circolano atterriti recitando a soggetto e il coro nazionale che tutt'intorno detta la partitura la solita la sempre pietosa partitura della tragedia classica e il famoso giornalista tra i detriti con in mano il peluche scandisce le frasi del circostanziale dolore gli occchi traslucidi effetto del trucco fissi nella telecamera che indugia sui particolari e la telecamera ormai essa stessa parte del palcoscenico perche' inquadrata dalle sue sorelle e perche' il nostro sguardo totalizzante ormai si e' impossessato del suo l' ha fagocitato fino ad andarne oltre ed essere partecipi sul proscenio e il primo ministro che si sbraccia si affanna conduce le operazioni in diretta dal talk show comanda sottoposti sposta armate di volontari interpreta il personaggio del famoso presidente che si sbraccia si affanna e corre in aiuto dei bisognosi ma non recita essendo egli stesso personaggio costretto ad agire in quel contesto e' solo una prova d'attore arriva il deus ex machina l' esodo e la salvezza e gli editoriali dei direttori di testata che compongono l'eloquio fulgido e sommesso della tragedia nazionale con le frasi di circostanze che escono zampillano eruttano con l'urgenza di chi le covava da sempre dentro di se' perche' da sempre un direttore prende in eredita' dal direttore precedente questa incombenza della tragedia nazionale perche' ogni donna o uomo di questa nazione da sempre dalla tenera eta' ha imparato a recitare su questo copione accompagnato dalle immagini di distruzione e morte e dolore sempre le stesse che si rincorrono ha imparato a recitare la pieta' e la catarsi che sta' nello spettacolo la forma di violenza verso i personaggi colpiti dell' evento perche' vogliamo che siano solo personaggi la misericordia e la nemesi delle domande sul motivo di tale tragedia perche' lo spettacolo si deve rinnovare a distanza di anni rinascere come una fenice un evento topico riproducibile per l'unita' nazionale in questa tragedia corale |
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Patagnomica
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Io adoro l' autorita'. La amo. Piu' precisamente adoro la divisa che e' veicolo simbolico di autorita' e reverenza. Per questo quando ho un po' di tempo tra i miei mille impegni, come fare la spesa, stirare, preparare il discorso per una possibile laurea honoris causa (non bisogna mai essere impreparati nella vita), dicevo quando ho un poco di tempo apro l' armadio e ne traggo la mia divisa: la tuta da imbianchino. Finemente decorata da chiazze di vernice delle molte battaglie combattute, ma sopratutto dovute alla mia imperizia e incapacita' con qualsiasi lavoro manuale. La indosso prendo un barattolo di vernice, un pennello, ed esco fiero di casa. Mi piazzo, con aria altamente professionale, davanti una cancellata qualsiasi del mio quartiere. Pur nella piu' totale ignoranza del lavoro che devo svolgere, appena finito di intingere il pennello nel barattolo, ecco che un passante si sara' fermato, attratto dal fascino della divisa e dall'autorevolezza che emana..... |
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Parole appuntite
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La solitudine pallida degli uomini trespolo appollaiati sui rami dei loro pensieri pregano il vento che venga a sospingerli non hanno il coraggio di lanciarsi nel vuoto calibrare le ali per irridere il terreno sfogliano muti le stagioni a cadere distrattamente qualcuno li puo' giudicare non sono malati, ma non lo danno a vedere |
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Novelle e Racconti
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(cantilenato) SE MUO-RE UN CAT-TI-VO NE FA-RE-MO UN AL-TRO SE MUO-RE UN CAT-TIVO NE FA-RE-MO UN AL-TRO ..... Dottore, tutto e' cominciato cosi' come se mi svegliassi da un sogno. Non ricordavo chi fossi, come se avessi preso una botta in testa. Mi trovavo in una villa, con un elicottero nel giardino ad... Arcore. Forse per farmi uno scherzo al posto della la capigliatura avevo una scodella plastificata marrone scuro, come quella di Ken il fidanzatino di Barbie. Intorno a me avevo un sacco di gente, tutti mi chiamavo “Presidente, presidente, presidente si sente bene?”, Erano ossequiosi in modo esasperante e vomitevole. Si figuri che uno, addirittura, se ne stava a quattro zampe e continuava a leccarmi le scarpe; tentavo di cacciarlo ma niente questo tornava, credo fosse il direttore di un tg o qualcosa del genere.... |
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Novelle e Racconti
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Aaaahhh... ....ancora lo stesso incubo ormai mi perseguita. Li vedo li' in fila tutti loro, che mi osservano gli... adulti. Io sono ancora bambino e loro stanno li' a guardarmi con gli occhi sgranati e mi dicono ''Non dire parolacce, non dire parolacce, non dire parolacce''. Oh non potevi startene tranquillo nella tua stanzetta, controllare che non ci fosse nessuno in giro, via libera, ripetere una di quelle belle parole che sentivi dire dagli adulti che ecco saltar fuori da sotto il letto uno di loro e urlare '' Non dire parolacce, non dire parolacce, non dire parolacce''. Ed io me ne stavo li' aqquattato, zitto, impaurito. Finche' un giorno presi coraggio, feci un bel respiro e chiesi '' Percheee'?''. ... |
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Novelle e Racconti
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Farfalla. Far-fal-la, che parola strana, ti scivola in bocca con la effe, prende la carica con la erre e poi si impunta con quella doppia elle che fa' da trampolino di lancio per il volo. La farf alla esce dalla crisalide, lo abbiamo imparato a scuola. Crisalide un' altra parola che contiene un mondo dentro. Come e' stato che il primo uomo ha chiamato farfalla “farfalla”? Pensi a quella parola e ti si formano in mente immagini; li vedi i bozzoli vuoti trovati in un bosco col profumo della primavera di contorno; il fiato corroso dalla corsa e la pelle graffiata dai germogli degli alberi. La parola farfalla insomma.... |
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