spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
benvenuti nella tana di...
Capitolo 2
Arcobalento

2 - Degli infingimenti della notte


C'era questa sensazione di imminente pericolo che incombeva su di noi. Imprecisa e vaga s' infilava sotto la nostra pelle, mescolandosi ai brufoli. L'acne stessa poteva averla generata. Lo stomaco sempre sull'attenti come durante l'appello prima di un'interrogazione.

Questo pensiero ci corrompeva il sonno, flirtando con la nostra malsana fantasia.

Decidemmo che era giunta l'ora di una perlustrazione notturna di Suisio. Se qualcosa covava, doveva farlo sotto il telo trapuntato della notte. Lontano dagli occhi dei più, durante il sonno dei giusti. Che non eran certo tipi svegli.

Il paese poteva nascondere un drago o un serpente infuocato nelle sue viscere. Certo non eravamo più bambini per credere alle favole. A maggior ragione ogni fantasia si contornava di sfumature esoteriche, precise, scientifiche. Prendevano, insomma, sembianze umane e ambigue....

Leggi tutto...
 
Capitolo 1
Arcobalento

1 - Di come le fughe aprono storie e i disertori siano narratori dello spazio

Se esiste un posto dove l'ombra incombente della follia riesce a nascondersi in modo innocente nel paravento della normalità, quel posto è un paese di pianura.

E ancora di più in un paese di pianura come Suisio.

Rinchiuso dalle sue due contrade, Castelletto e Piazza Amati, larghe giusto l'arco che compie l'ubriaco ruzzolando fuori dal bar che fa da centro, Suisio s'immerge in un mare di frumento che lascia il posto ad una flotta di ville. Le quali ogni anno prendono sempre più coraggio e si fanno più numerose. Se ne stanno disperse tra i campi, come ancorate al largo. Una fila di mercedes fa capolino dai cancelli in ferro battuto; scialuppe di salvataggio verso gli svaghi della città più a portata di mano. Suisio declivia leggermente a ovest, trascinato nella suburra dei boschi da un fiume che gli bagna con impeto le caviglie. Per il resto è campagna soffice e tagliente....

Leggi tutto...
 
Prologo
Arcobalento

Inizia con questo capitolo il racconto Arcobalento!  I successivi verranno pubblicati settimanalmente su questo sito. 

 

I fatti e i personaggi di questa storia sono immaginari.

Ma la realtà è solo un altro modo di interpretare la fantasia.

“No tenemos mar, pero somos todos piratas”

scritta su un muro di Cochabamba, Bolivia

 

 

A volte mi fisso, perso con lo sguardo incantato.

Il mondo intorno si dilata fino a svanire.

Siamo come fiammelle disperse nello spazio.

Scintille nell'aria, effetto evanescente e secondario della combustione.

Come scintille vibriamo in un attimo di superflua opalescenza, su questa tavolozza ordinata che è il mondo della materia. Un brivido di caos che non lascia traccia nell'imperturbabile andamento del cosmo. Sarebbe inutile tentare di bloccare quell'attimo, trascinarlo oltre.

Perderebbe di senso e di forza la sua fiammata vitale. Lo so però ci tentiamo....

 

 

 

Leggi tutto...
 
Mario innamorato
Video
 
Servi
Testate al muro

Dal libro Servi di Marco Rovelli

Rosarno, dove la famiglia Pesce che è la cosca più potente del luogo ha fatto pure l’impianto di condizionamento in chiesa, comincia da qui, dalla casa del popolo Peppe Valarioti, e proprio dietro l’angolo, affacciato su piazza Valarioti, c’è l’ambulatorio di Medici Senza Frontiere, dove forse era andato a visitarsi anche l’ucraino ammazzato lì vicino. Quelli di MSF, prima, stavano nel palazzo dell’Azienda Sanitaria Locale, ma poi li hanno cacciati, La cittadinanza non li vuole qui, dicevano, Hanno paura per l’igiene, le mamme vengono con i bambini e si trovano tutti questi neri, non è igienico, loro hanno paura, giustamente hanno paura. La paura è reciproca, signora mia. Solo che per i neri è elevata alla milionesima potenza....

Leggi tutto...
 
Per torchiera
Video
 
 

Buonanotte a voi. Buonanotte tra conciliaboli, dolci guanciali e vestigia di un fastoso passato.

Sono venuto a trovarvi, io, il fantasma del prossimo futuro.

Avete mangiato pesante? E' arrivato il vostro incubo ricorrente . Sto' nello spazio dell'inesistente, in quella parte delle lancette che sta' tra mezzanotte ed uno dei vostri possibili futuri. Sono la gramigna malsana evaporata nei vostri sogni, evanescente, mi dileguerò allo scoccare delle ventiquattro. Forse non saro' mai esistito.

Dunque buonanotte per un futuro tra commendatori di alte commende e faccendieri di basse faccende.

Come lei egregio, estimatissimo, eminentissimo direttore generale, financo caporale ammaestratissimo di finanze d'altrui rischio per la cosi detta banca Bi Emme Pi Paribas, della contea di Parbleau, regno di Rum Pi Bal. Come va'? L'anno che la attende, e' l'anno segnato. Oohh stella nascente, astro del cielo, supremo giardiniere che coltiva campi di betoniere, fa' fiorire betonville in fazzoletti di piani regolatori, metri cubi di cemento e idiozia alla gloria dei suoi vestali.

Gallina dalle uova d'oro, che produce polli in batteria. Polli concimati a mutuo da introiti grassi e alti tassi.

Buonanotte a lei che ha fondato una banca, percio' Decorato con tutti gli onori sul campo in furteria e filibusteria di alto rango. Stanno forse rubando a lei? Come osano quei tossici, illusi, disgraziati che tentano di volare con le loro ali di cartone e zolfo per appiccare il fuoco alle cattedrali dell'unico Dio riconosciuto da tutti. Villani, pezzenti e addirittura perdenti.

“Che qualcuno li sposti dalla mia vista, per carita'”.

Ma come si fa' ad incatenare una cascina che non ha muri per contenerla? Come si affama chi sa' campare di sogni? Come si asseta chi non ha acqua? Illustrissimo, come si tinge di grigio chi veste colori che lei non conosce?

Bravo, pensa egli, sciocchi tanto e' inutile.

Caro lei, lo sa' bene che la pestilenza e' inarrestabile.

Inutile resistervi. Inutile in questa citta'. Rinchiudetevi dunque in casa, che le strade son dei finanzieri. Mentre i Moratti si aggirano a sequestrare i cadaveri degli appestati. E cosi' sia, sogni d'oro.

Ne e' proprio sicuro? In fondo il futuro non e' scritto..

Ah eccolo li', il consumatore modello, di professione cliente di qualche cosa. Ti ho disturbato il sonno? Uh peccato. Ma certo tu sei il cittadino diligente, “credo in una sola mastercard, sopra ogni cosa, creatrice del cielo e della terra”. Consumatore modello, che paga le tasse in eterna adorazione degli evasori, a te di quegli scansafatiche non te ne frega niente, che vadano all'inferno.

Eppoi pensi che sia tutta una bufala questa storia della peste. Ma si' che chiudano anche quel posto, che li chiudano tutti, tabula rasa, hai cose piu' importanti a cui pensare, tipo all'inesistente.

La citta' intorno sta' sparendo pezzo a pezzo, mangiata dal di dentro.

Ah certo si, ma quale citta'? Tu non esci mai di casa, tu stai in ogni citta' con il tuo bel teleschermo ultrapiatto: Bankook, Bollywood, New York. Fuori dalla finestra c'e' solo il vuoto, che mette le vertigini allo stomaco, per questo hai messo le tendine alla tv.

A volte, quando sei solo a casa, pensi che spariranno anche i gradini dell'ingresso. Sarai un'isola nel nulla di altre isole, nel nulla di altre isole, nel nulla di altre isole.

Galleggi ogni giorno in ufficio e anche il tuo capo e' un po' bianchiccio e suona cosi' irreale.

L'unico sogno che coltivi, caro cliente di qualche cosa, e' il pensiero alla svolta della vita, un investimento sicuro: il superenalotto.

Cosa vuoi che sia una cascina in meno per un bilocale in piu'. Di questo si tratta.

In fin dei conti a te cosa verra' a mancare?

E' la possibilita'. Ecco cosa ti verra' a mancare, caro il mio cliente del nulla.

Ogni parola che ti viene rubata e' una possibilita' in meno di poterla usare, sentirne il suono e il gusto. Potresti non usarla mai, ma la conservi nella tua testa e riempi il vuoto davanti alla finestra. Molte parole in meno fanno un pensiero che ti sfugge, senza che tu lo sappia. Molti pensieri in meno sono un discorso che ti viene tolto. Una torchiera che fila la corda dei tuoi possibili futuri che ti viene sottratta.

Ogni scelta che sparisce e' un tuo possibile cammino che sfuma.

Ora svegliati. Il futuro e' una tua scelta.

 
Scuola Pubblica
Novelle e Racconti

Il neon ronzava appiccicato al soffitto come una lucciola agonizzante, lei se ne stava davanti al Preside scossa da fremiti di paura, nonostante facesse di tutto per darsi un contegno di sfida.

Il Preside la guardava con gli occhi arrabbiati di delusione per il suo comportamento.

- Dunque tu sei Samanthafox Redirecta-

Silenzio dalla bocca di lei, gli occhi fissi sul pavimento, un fremito a squoter le spalle.

- Bel nome piccola.  Importante. Un nome che ricorda una delle nostre icone morali.  Hai...mmmhh..11 anni- continuo' dando una scorta al faldone steso sul banco al suo fianco.  Il neon   innervosiva di onde ogni colore.

- Redirecta e' un cognome che si affibia a chi e' gia' stato scartato da un'altra scuola pubblica .  Lo sai vero?- non si aspettava risposta da lei.  Non rispondono mai in questi casi - Tu hai sbagliato e te ne devi rendere conto.  Questa scuola pubblica e' finanziata dalla Multicorp e lieta di offrire il massimo degli accrediti formativi per poter fare rientrare i suoi studenti nel campo lavorativo che loro, laMulticorp, il nostro sponsor piccola - la saliva che fuoriesce stizzita verso la fanciulla- richiedono....

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 15 - 21 di 112
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB