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Resistere nella tempesta
Parole appuntite

Hai voglia a stappar bestemmie e a tirar di funi, sui calli la corda far scivolare per tenere la rotta dritta contro questo vento che non sente compromesso. Contro questa schiuma che tutto avvolge e tutto corrode . Contro queste onde che i passi fanno balbettare e lo stomaco ribaltare e certo non ti senti un eroe a star rinchiuso in un cesso mentre intorno la realtà ti deride.

Hai voglia ad urlare, a credere nella tua ragione, a scagliare il fiato dalla tua gola muta contro questa tempesta assordante. Hai voglia a ribaltare i pronostici, a puntare i piedi mentre il cuore barcolla come il candelabro sul soffitto nel rollio della battaglia impervia. Hai voglia a continuare a crederti nel giusto mentre intorno il vento ti ulula menzogna; a dirti di resistere mentre i nervi delle gambe cominciano a cedere e si lasciano lusingare dal pensiero di farsi trasportare dalla corrente. Senza più sforzo, senza alcun contrasto, scivolare via insieme a tutto il resto.

E forse sarebbe la cosa più saggia. Altro che crederti così importante, stoicamente dalla parte del bene, bastian contrario a contratto, impavido, sordo a ogni latrato di comodità.

Seguire la corrente, smettere di lottare, la quiete. La pace interiore, finalmente.

Ma sarebbe solo per un attimo, solo una bugia buona per accomodare i polmoni e tirare il fiato.

Un tarlo lavorerebbe subito sotto pelle ad invertire la rotta, a prendere la tempesta in faccia.

Per seguire una visione, un desiderio, un capriccio di libertà. Per cercare cieli azzurri in fondo a questo scolo putrido che chiamano mondo.

E allora ancora qua, i piedi puntati e le amare bestemmie masticate in bocca, contro vento, sapendo che forse non finirà mai questa tempesta e non ci sarà mai un giorno migliore di questo per sentirsi vivo.

 
I vostri domani
Novelle e Racconti

Noi siamo i vostri molti domani, quelli che aspettavate la sera al caldo delle stufe, con le mani sporche dalla stanchezza.

Noi siamo i vostri domani. I vostri domani che avete cercato nel passato. I domani che avete dimenticato.

Siamo il domani e oggi siamo qui. Sorpresi? D'accordo siamo arrivati in anticipo. Non ve l'aspettavate?!

Siamo qui per prenderci il mondo che vi abbiamo lasciato in consegna. Ricordate? No?

Ricordate i sogni della vostra infanzia, coltivati la notte come gemme delicate e poi scagliati come pietre nelle albe brume della vostra adolescenza? E le promesse fatte al solco salato delle lacrime nei giorni storti? E i graffi sulle ginocchia come segni indelebili dei vostri propositi di vita? Avete dimenticato tutto cio'?

Ebbene noi siamo qui per riprenderci le strade, le piazze, le vecchie polverose vie di ogni sperduto paese.

Siamo qui per riprenderci le case, i balconi, gli androni, i cortili dei giochi condivisi, le segrete alcove dei primi baci.

Ma anche siamo qui per riavere l'istruzione, il sapere, il raccontarci, le storie da cui ci hanno escluso, i libri che avete dimenticato in qualche baule.

Siamo qui per riprenderci le passioni, la rabbia, il clangore delle idee bellicose.

Possibile che voi, vittime di una amnesia liturgica, di massa, goliardica, abbiate nascosto volontariamente l'intero vostro futuro in una scatola catodica?

Ma noi siamo qui per riavere la gioia, l'amore, il sesso. Il sesso che avete defraudato di ogni sua pulsione di vita. Noi siamo venuti per riprendercelo.

E siamo qui per le cose. Sì per le cose, per toglierle dalle teche di cristallo della loro monetizzazione, per ritornare in possesso del rumore meccanico delle cose, il loro odore, il sudore su di esse. Per la condivisione, che e' moltiplicazione dal mio al nostro e arricchimento in potenza di ognuno di noi. Siamo venuti per sostituire l'era della proprieta' con l'era dell'abbondanza.

E siamo qui per tornare in possesso del tempo. Ingabbiato, messo sotto tutela, il tempo e' stato la catena che ci ha legato al vostro presente. Presente senza spazio. Sì il vostro tempo ci ha tolto lo spazio, ha compresso l'aria, il respiro. Ci ha costretto sempre piu' in un angolo, rannicchiati su noi stessi, incapaci di vedere oltre il presente, di avere uno sguardo piu' ampio. Noi oggi siamo venuti a riprenderci il tempo, a spezzare questa catena.

Siamo venuti per solcare cieli sconosciuti, pronti ad affrontare anche la paura delle cadute. Affrontare l'ignoto, perche' questo si addice al domani.

Noi siamo venuti per riprenderci il tempo. Siamo venuti a trasformare questo presente, che si e' creduto eterno, nel futuro. Siamo il domani che prende il posto dell'oggi.

 
Per l'acqua
Video
 
La mia generazione
Novelle e Racconti

Io faccio parte di quel gruppo, di quella generazione, che da adolescenti ha scoperto la vita nelle discoteche. Perse in lande desolate di provincia, tristi cubi bianchi appollaiati su gelate campagne. E noi li' a ballare su ritmi ossessivi con i fedeli garelli parcheggiati fuori, cercando di apparire, nella nostra timidezza, uomini vissuti da vite estreme. Convinti che nessuno potesse comprendere il nostro stato d'animo.

Faccio parte di quella generazione che credeva tutto fosse possibile, che non ci fossero limiti.

Quella generazione che associava l'arrivo di natale con la canzone della coca-cola. I primi allevati a tv, spot e il Cioe' sul comodino. E ci sentivamo ribelli per questo. Quelli che durante i lenti, con gli occhi chiusi e l'aria corrucciata da belliedannati, muovevano le labbra facendo finta di intonare le parole inglesi della canzone, che ovviamente nessuno conosceva. Come quelli veri, noi.

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Atto d'amore per gli irriverenti
Parole appuntite

Questo e' un atto d'amore dedicato agli insolenti della seriosita'.

E' per loro, nostri padri inconsapevoli, quelli che ci hanno regalato il sorriso, l'ironia, la risata sguaiata verso ogni forma di potere, verso ogni status symbol, ogni intoccabile sacro principio.

A quelli sconosciuti persi nelle bettole di ogni paese che hanno ricondotto a livello del terreno fangoso, con la freddura di un attimo, la secolare vita di altezzose maesta'.

A chi ci ha tramandato le storielle, i giochi di parole, le battute oscene nate tra i fumi alcolici di irriverente allegria.

A quelli sbracati, senza freni, che nel loro momento sublime, con una folgore blasfema, hanno illuminato gli astanti sulle oscure sorti di imperatori, papi e re.

A chi si e' fatto beffa dei titoli nobiliari.

A chi ci ha insegnato che le mostrine son cacca di piccione.

Agli scemi del villaggio. Ai buffoni. Agli impenitenti dello scherzo sul sagrato.

A quelli che con la loro favella sciolta riescono a far scoccare l'onnipresente frasario indignato, uguale ad ogni latitudine: “va bene scherzare su tutto, ma questo poi no eh”.

A chi ci ha ricordato che la gloria e' passeggera.

Al giullare che di fronte al sovrano, orgoglioso del suo imponente palazzo, ha risposto: “Bello! Chissa' quante macerie fara' quando crollera'”

A chi ha sùbito lo scempio di una vita solitaria per aver voluto ridere ai funerali.

A chi e' stato incarcerato, internato, bruciato, bastonato, marchiato, isolato per aver regalato la poesia di una smoderata risata; risata che ha nella mandibola dolorante la prova della sua elegìa.

A loro che hanno troppo amore per l'umanita', per non volerle aprire gli occhi sul ridicolo in cui affonda.

A quelli che non sentono valori intoccabili e hanno spernacchiato ogni tipo di ideale, compresi i nostri. Perche' un'ideale che non regge le bordate di una risata, non e' un'ideale da prendere sul serio.

Ai michail bulgakov, perseguitati da segretari di partito con il cuore di un cane.

Agli oskar panizza, morti internati per aver osato ridere del paradiso.

Agli artaud di paese, creduti pazzi per troppo sarcasmo.

Tutti loro, morti di stento o altro, noi ringraziamo per averci donato la pala che sotterrerà i loro persecutori.

Grazie

 
Questo tempo
Parole appuntite

Questo tempo.

Questo tempo amaro,

che passa oltre

come a darsi delle arie.

Questo tempo imprendibile,

che fugge, codardo

scivola via, e' gia' all'orizzonte.

Questo tempo ladro,

arraffone.

Chi si crede di essere

per prendersi la mia vita?

 
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